AH, I FILOSOFI…

Comunque andrà a finire la trattativa di Bruxelles, è giunta l’ora di resettare la nostra immagine di mondo su gli eventi europei e farci una nuova strategia di navigazione nei procellosi mari del cambiamento.

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Quello che ci si para davanti non è esattamente ciò con cui credevamo di avere a che fare. Lo spazio dei concetti a cui attingiamo per il pubblico dibattito è ingombro di false o imprecise individuazioni. L’Europa dei popoli non è soluzione ad alcunché perché sono i popoli d’Europa ad essere oggettivamente divisi. L’Europa delle banche ha qualche verità in più ma bisogna vedere poi le banche di quali paesi perché “le banche” sono certo membri dell’insieme “sistema bancario” ma sono anche membri dell’insieme “nazione” e quando gli interessi tra le nazioni divergono, divergono anche quelli tra le banche. La leggenda nera del neoliberismo ha una sua qualche sostanza ma se ne esagera la capacità di dominio. Trattasi certo di ideologia a cui attingono gran parte delle élite europee ma da tempo, i paesi mediterranei-latini sono in un double-bind schizofrenogeno poiché usano il ricorso all’ideologia dominante per svolgere politiche che mantengano in piedi il sistema econo-finanziario che ordina tutte le società occidentali ma ne patiscono gli effetti dato che, tecnicamente, non se la possono permettere avvantaggiando così economie-paesi concorrenti. Il neoliberismo in salsa teutonica che per altro si chiama ordoliberismo (vedere M.Foucault, Nascita della biopolitica, Corso del 1978-79 ah, i filosofi…) è per l’appunto un pensiero costruito e quindi idoneo semmai per i tedeschi, come il neo-liberismo con moneta generosa e liberissimo mercato è un pensiero costruito ed idoneo semmai per gli anglosassoni, così come il keynesismo è un pensiero meno connotato nazionalmente ma comunque idoneo in casi di ciclo discendente di corsi comunque portati a crescere nel lungo periodo mentre noi tutti ci troviamo in corsi destinati a decrescere nel lungo periodo. La sovranità monetaria in un singolo paese poi, è semplicemente un falso concetto poiché una “singola nazione”, oggi, a meno di non essere grandi e potenti, non ha sovranità su niente.

Ma non volevo tediare con le cose economiche, come ho letto recentemente e mi scuso per il non ricordarmi l’autore, condivido il pensiero “qui non ci occupiamo di economia perché non trattiamo questioni di fede”. Ci occupiamo invece del vecchio caro T.Hobbes – 1651 (ah, i filosofi…) ovvero del sempiterno tutti contro tutti che agita il rapporto tra gli stati.

Così, visto che gli eventi greci stanno facendo affiorare il problema ed il problema è che Germania, Olanda, Finlandia, Slovenia, Slovacchia, Estonia e Lituania sembrano decise a porre un bivio “o giocate alle nostre regole o noi ci facciamo un gioco per conto nostro”, riesumo uno scritto di due anni fa e lo ripropongo alla benevola attenzione dei lettori (qui).

Si tratta dello sviluppo di una idea ripresa da G.Agamben – 2013 (ah, i filosofi…) che a sua volta riprendeva le idee di A. Kojève – 1945 (ah, i filosofi…), che Hollande farebbe bene a rileggere, l’unione dei paesi latino-mediterranei. Laddove si dimostra che: “La filosofia, più rigorosamente, è la disciplina che consiste nel creare concetti. […] Creare concetti sempre nuovi è l’oggetto della filosofia. E’ proprio perché il concetto deve essere creato, che esso rinvia al filosofo come a colui che lo possiede in potenza o che ne ha la potenza e la competenza. […] I concetti non sono già fatti, non stanno ad aspettarci come fossero corpi celesti. Non c’è un cielo per i concetti; devono essere inventati, fabbricati o piuttosto creati e non sarebbero nulla senza la firma di coloro che li creano. […] . Da “Che s’è la filosofia” 1991 G. Deleuze, F. Guattari. Ah, i filosofi…

Forse i filosofi possono salvarci dai banchieri, dai politici, dagli economisti, dai generali, dai preti? Chissà, si dice sia filosofo colui che si pone le domande giuste…

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Informazioni su pierluigi fagan

59 anni, sposato con: http://artforhousewives.wordpress.com/, due figli, un gatto. Professionista ed imprenditore per 22 anni. Da più di tredici anni ritirato a confuciana "vita di studio", svolge attività di ricerca da indipendente. Il tema del blog è la complessità, nella sua accezione più ampia: sociale, economica, politica e geopolitica, culturale e soprattutto filosofica. Nel 2017 ha pubblicato il libro: Verso un mondo multipolare, Fazi editore.
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