CAPITAN UCRAINA

L’attore comico milionario ucraino, arrivato al potere con un partito che era la casa di produzione di un serial televisivo da lui finanziato, prodotto, scritto, diretto ed interpretato dove lui diventava presidente, oggi circondato da giovanotti che sembrano nazisti nazionalisti ma non lo sono, che in certi video pubblici di poco tempo fa tirava su il naso e spalancava gli occhi serrando la mascella senza per questo essere cocainomane, è diventato il nuovo eroe Marvel ed ora conduce fiero l’ennesima puntata del Bene contro il Male. Ma questo non è un film e voi non siete solo gli spettatori.

Ha coscritto la popolazione maschile che ha accompagnato le proprie mogli e figli alla partenza salutandole forse per l’ultima volta. Abbiamo e sempre più avremo milioni di profughi, vedove e orfani, che l’ONU ci avverte creeranno problemi logistici al limite della risolvibilità non per nostra cattiva volontà, ma perché la logistica è la logistica e non si fa con le chiacchere. Ha spinto con le buone e con le cattive uomini civili ad andare contro uno degli eserciti più grandi e potenti del mondo con le molotov. Sta facendo distruggere materialmente grande parte del suo paese e mi fermo qui perché oltre si scade in ciò che non è evidente. Le stesse cose le ha dette padre Alex Zanotelli. Inonda di propaganda di guerra tutti i mezzi possibili, intrattenendosi con tutti i leader occidentali più volte al giorno, ricordandoci che guerra e radiazioni stano venendo da noi, manca poco, sempre meno, in un crescendo di paranoia indotta. Invoca invio armi, uomini, mezzi per il suo tragico Armageddon che non avrà alcun finale alternativo a quello che ogni analista militare conosce già dal primo giorno. Per cosa?

Washington Post afferma che gli USA armano gli ucraini da inizio dicembre scorso (solo?) ed ora gli stanno mandando contractors e reduci rimasti momentaneamente disoccupati dopo il ritiro dall’Afghanistan. Ci sono imprese dietro e se la domanda ristagna, qualcuno dovrà pure alimentarla, UK segue. Biden ha richiesto al Congresso fondi speciali per alimentare il complesso militare-industriale, torna il keynesismo di guerra. Per cosa ora tutti improvvisamente aumentano spese per armamenti quando abbiamo tutti economie e società devastate da due anni di Covid e la Germania rompe il tabù di pacifismo relativo dopo settantasette anni? Per cosa, per difendere il diritto di Captain Ucraina ad invocare la NATO?

Ieri, incontro al confine Ucraina-Moldavia tra i due ministri degli esteri USA-Ucraina. L’ucraino ha ringraziato per le sanzioni, ma poi ha avvertito che non bastano, bisogna “aumentare la pressione” ovvero “istruire la no-fly-zone”. L’ucraino ha avvertito che ogni bambina morta, ogni vita spezzata avranno l’avallo dell’Occidente perché non vuole istituire la no-fly-zone. Blinken stava zitto e lo guardava con comprensione. Nelle manifestazioni con ucraini in Europa sono magicamente spuntati ieri cartelli che invocano la no-fly-zone. Zelensky ha detto in video che ha sondaggi americani che dicono che il 75% degli americani è a favore della no-fly-zone, certo loro stanno su un altro continente. Blinken ha appena detto che “bisogna alzare la pressione” su Putin, pensate che Putin si fermerà per le sanzioni e qualche. Stinger inviato ai resistenti? Fino a dove siete disposti arrivare nell’aumentare la pressione? Quanto sangue e distruzione senza risultato finale produrrà la nostra pressione che promuovono ucraini ed americani? Ricordo che istituire una no-fly-zone equivale ad innescare l’incidente che porterà alla Terza guerra mondiale, l’ultima probabilmente. Alcuni articoli di stampa qui di noi sono passati senza fare una piega dai vaccini alle pillole di iodio utili in caso di primavere al plutonio. Per prepararci a cosa?

Ieri Putin ha ricordato che le sanzioni vengono ritenute atti di guerra, l’invio di armi è ritenuto atto di guerra, l’invio di volontari armati è ritenuto atto di guerra. Il giorno prima dell’inizio del conflitto Putin guardando fisso nella telecamera con una faccia che non prometteva niente di buono, ha detto che gli altri paesi (gli europei) avrebbero dovuto astenersi dall’intervenire in una guerra prendendosi responsabilità da guerra, altrimenti (testuale): “… la risposta della Russia sarà immediata e vi porterà a conseguenze che non avete mai sperimentato nella vostra storia”. Voi conoscete la storia? Non mi sembrava bluffasse. Zelensky ha affermato che stanno arrivando 15.000 volontari europei, l’intera Internazionale Nera europea si sta mobilitando. Sappiamo cosa stiamo facendo? Per fare cosa?

Coldiretti, Confartigianato avvertono che è in arrivo uno tsunami. La Russia è il quarto produttore di grano e l’Ucraina l’ottavo, sono entrambe fonti che si chiudono. Risultato in una settimana il prezzo del grano alla Borsa merci di Chicago ha fatto +38%, il mais +17%. Noi al 64% siamo dipendenti dalle importazioni di grano tenero. Gravi problemi in arrivo per zucchero, oli vegetali, lieviti, burro, marmellata, cioccolato, biscotti, merendine. L’energia è triplicata, il gas è al +160%. Ma il problema maggiore sono i fertilizzanti ed il concime perché noi non li produciamo e Russia ed Ucraina non esporteranno più di colpo. È l’intera produzione agricolo-zootecnica a rischio. Il Sole24Ore avverte che al 7% di incidenza del costo energia sul Pil scatta automaticamente la recessione, siamo al 5%. Così negli ultimi giorni le Borse europee hanno fatto -10%, quella americana ha fatto +2,5%, il dollaro prende sull’euro e le importazioni dagli USA costeranno di più. Noi perderemo 7 miliardi di esportazioni e chiuderanno direttamente oltre 300 aziende, più quelle che indirettamente risentiranno del fall-out sanzionatorio. Per concederci cornetto e cappuccino dovremo fare la cessione del quinto. E siamo solo al decimo giorno di guerra. Per cosa?

Sempre che non si arrivi a chiudere i rubinetti dell’energia o peggio.

RAI ha chiuso l’ufficio di Mosca ma Marc Innaro ha detto che fosse stato per lui e la sua squadra avrebbero tranquillamente continuato a lavorare senza problemi non ravvedendo alcun rischio serio, nessuno ha concordato la decisione con lui, gli è arrivato solo l’ordine. Le nuove leggi restrittive sulle informazioni in Russia valgono per il pubblico russo che non guarda certo la RAI. In passato ci sono stati diversi problemi tra russi e BBC. Il massimo che è avvenuto, come si fa in questi casi, è portare i giornalisti all’aeroporto ed espellerli, non certo arrestarli. Hanno chiuso tutto per evitare cosa?

Rinnovando l’appello a versare quello che potete alle organizzazioni umanitarie che dovranno gestire la tragedia dei profughi ucraini, mi appello alla vostra onestà intellettuale: sapete davvero cosa sta succedendo? Siete davvero sicuri che continuare questa carneficina senza scopo pratico ha senso? Siete sicuri di conoscere i rischi connessi? Siete sicuri di volerne pagare il prezzo?

Sono un tranquillo e pacifico signore di 64 anni, uno studioso, in anni ed anni di articoli di studio (qui tutti i miei 292 articoli di studio in nove anni, https://pierluigifagan.wordpress.com/ su questa pagina tutti i miei post di riflessione su tanti e svariati temi del Mondo contemporaneo e non da altrettanto tempo) non ne troverete uno in favore di Putin, anzi a parte forse un paio in almeno nove anni non troverete proprio articoli che hanno soggetto “Putin”, pur occupandomi anche di geopolitica. In genere, non tratto né l’argomento Putin, né quello Israele per varie ragioni. Non esiste ragione al mondo che possa giustificare l’invasione di un altro Paese anche se è quello che è avvenuto di norma da decenni e decenni in tutto il mondo. Non amo le crociate ed in genere tengo toni molto bassi, sapere molte cose porta ad una sorta di distacco dalla foga ideologica. Io politicamente sono un democratico radicale, posso criticare la c.d. “democrazia liberale” ma certo non in favore della non democrazia russa. Non sono affiliato ad alcuna organizzazione. Sono europeo ed italiano e non certo russo, non conosco russi e non sono mai andato in Russia. Le guerre vanno evitate prima che accadano, dopo ha poco senso dichiararsi pacifisti per lavarsi la coscienza turbata. Per fortuna sono indipendente, non solo di nome ma di fatto sebbene la mia per quanto limitata e modesta immagine pubblica risentirà certo delle posizioni che sto prendendo negli ultimi giorni. Vivo del mio accumulato nei venticinque anni di professione precedenti gli ultimi venti esclusivamente dedicati allo studio. Teso a comprendere ho smesso di giudicare da tempo, il Mondo accade e se ne frega di come lo giudicate. Mi occupo del Mondo sotto gli auspici di una onto-gnoseologia complessa, questo faccio da anni dedicati allo studio privato che cerco di condividere scrivendo gratuitamente per me e per chi vuole leggere ciò che scrivo. Non sono in cerca di notorietà, la notorietà porta via tempo ed io tempo ne ho poco a fronte di tutte le cose che debbo ancora studiare e capire e non ho decenni di vita davanti.

Se dico quel che dico e per come lo dico negli ultimi giorni, è perché tutto ciò non è affatto normale, debbo avvertirvi che tutto ciò non è normale anche per i miei standard che, studiando il Mondo in senso ampio, sono abituati ad ingiustizie, falsità, raggiri mentali, psicopolitica, previsioni di catastrofe e drammi di ogni tipo nonché tutte le maleodoranti porcherie di cui i più non sanno assolutamente nulla che stanno sotto le nostre tranquille vite civili. Sezionare per anni scarafaggi purulenti come un entomologo porta ad una certa imperturbabilità.

Ho da dirvi una sola cosa e ben precisa: datevi una regolata, tutto ciò non è affatto nel range della normale anormalità che incontro regolarmente nei miei studi, è fuori scala (ed ho una scala molto più ampia della vostra) e non so dirvi dove ci porterà.

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I tanti che pensano che quello che sta succedendo in queste ore sia spuntato fuori dal nulla, Putin è pazzo e vuole rifare l’impero zarista o l’Unione Sovietica 2.0, sono invitati a guardarsi questo, è uno dei più grandi studiosi di relazioni internazionali americano, professore all’Università di Chicago, è una conferenza del 2015. Ha sedici milioni di visualizzazioni, questa è una lunga storia.  https://www.youtube.com/watch?v=JrMiSQAGOS4

Informazioni su pierluigi fagan

64 anni, sposato con: http://artforhousewives.wordpress.com/, due figli, un gatto. Professionista ed imprenditore per 23 anni. Negli ultimi venti anni ritirato a "confuciana" "vita di studio", svolge attività di ricerca da indipendente. Il tema del blog è la complessità, nella sua accezione più ampia: sociale, economica, politica e geopolitica, culturale e soprattutto filosofica. Nel 2017 ha pubblicato il libro: Verso un mondo multipolare, Fazi editore. Ogni tanto commenta notizie di politica internazionale su i principali media (Rai3, la7, Rai RadioTre Mondo, Radio Blackout ed altre) oltre ad esser ripubblicato su diverse testate on line. Fa parte dello staff che organizza l'annuale Festival della Complessità. Tiene regolarmente conferenze su i suoi temi di studio. Nel 2021 è uscito un suo contributo nel libro collettivo "Dopo il neoliberalismo. Indagine collettiva sul futuro" a cura di Carlo Formenti, Meltemi Editore.
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8 risposte a CAPITAN UCRAINA

  1. Antonio ha detto:

    Da anni leggo i suoi saggi con interesse, soddisfazione per apprendere fatti sotto la giusta luce dei suoi giudizi e gratitudine per lo stimolo ad allargare il mio orizzonte mentale. Per due anni , ultimamente , i suoi articoli non mi sono stati inviati , Non so il motivo. La ringrazio.

  2. Complimenti per l articolo. La trovo particolarmente “sul pezzo” in questi giorni!!
    Mi permetto di suggerirle un autore che trovo molto affine al suo pensiero ultimamente (magari lo conosce già) è un giornalista economico di nome Mauro Bottarelli. Un saluto

  3. Federica Francesca Gilardoni ha detto:

    Grazie per la chiarezza e la forza della sua esposizione.

  4. Giorgio Telloli ha detto:

    Buongiorno, Signor Fagan.
    Al pari di lei, anche io apprezzo moltissimo le considerazioni svolte da John Mearsheimer, di cui ho letto diversi libri e ascoltato gli interventi reperibili su Youtube (compresi gli ultimi relativi a Ucraina e Russia).
    Condivido altresì non poco di quanto lei ha scritto nei suoi ultimi articoli riguardo al conflitto in corso e a chi ne porta le prime responsabilità.
    Tuttavia, per quanto lei ne abbia spiegato le ragioni, l’asprezza dell’esposizione – assolutamente insolita da parte sua – non mi appare funzionale all’efficacia dell’argomentazione. Tornare a uno stile più simile a quello di Mearsheimer mi appare una soluzione migliore.
    Pure riguardo a Zelensky, non eccederei in una sua caratterizzazione esclusivamente negativa.
    Seguo da anni con grande interesse il suo blog e ho letto “Verso un mondo multipolare”. Spero che quanto ho sopra scritto non le risulti troppo fastidioso e irritante. A dettarlo sono state stima e riconoscenza.

  5. sashenka73@virgilio.it ha detto:

    Tutto vero. L’Ucraina rischia di diventare un po’ come la Germania della guerra dei trent’anni, dove gli stati europei del tempo si erano dati appuntamento per risolvere le controversie religiose, economiche e geopolitiche care alle élite del tempo. Solo che una simile prospettiva porterebbe oggigiorno alla distruzione di un continente non solo di uno Stato ( gli USA oramai parlano in nome della ridicola UE, che oltre a occuparsi di speculazione finanziaria e di quote rosa non sa fare).
    Perché in pochissimi ragionano? Perché paghiamo almeno trent’anni di degrado culturale, di americanizzazione. Non siamo più europei. Siamo semplicemente un’avanguardia statunitense nel vecchio continente. Una parabola durata trent’anni circa che oggi giunge a compimento.
    Sull’Ucraina. La conosco bene, come bene conosco la Russia. Amo il popolo russo e quello ucraino. Entrambi sono vittime. il primo di un gangster, che sta mandando al macello migliaia di soldati di leva e provocando danni al suo Paese essenzialmente per le sue ossessioni e paure, il secondo di una propaganda interna che ha indicato nella Russia l’origine di tutti i mali di questo splendido Paese. Va comunque anche affermato con nettezza, ciò che la sinistra antagonista nostrana non ha mai voluto fare, che l’Ucraina è stata oggetto dell’aggressione putiniana dal 2014 in modo vergognoso.
    Euromaidan è stato un fenomeno complesso, ed è stato liquidato come fenomeno neonazista. Certo, è stato inquinato dalle forze di estrema destra come dall’ingerenza dei criminali a stelle e strisce, però poi Putin ha occupato la Crimea (il fatto che fosse russa nulla toglie ad aver sottratto un territorio importante per il terziario ucraino), e l’Ucraina non ha reagito, poi ha occupato il Donbass (perchè di colpo di stato orchestrato dalla Russia si è trattato), affidandolo a criminali che si sono fatti scudo con i civili, che hanno abbattuto un aereo di linea provocando la morte di più di trecento innocenti, ecc., ecc.. Cosa doveva fare l’Ucraina, perdere anche i fondamentali giacimenti carboniferi del Donbass? Lo stesso giochino Putin l’ha tentato a Odessa ( la cui ricostruzione dei fatti, rilanciata anche in Italia, è falsa: https://it.wikipedia.org/wiki/Scontri_di_Odessa_del_2014#cite_note-group2may-1-39)
    e Harkov. Voleva cioè annettere a pezzi l’Ucraina. E vogliamo parlare della propaganda con cui ha dipinto, anche qui la sinistra antagonista italiana se l’è bevuta, un popolo come gli altri, certo sempre più nazionalista ma anche per causa dell’autocrate russo, come filonazista, per un battaglione quando tra le fila dei filorussi del Donbass combattono dichiarati neofascisti italiani? Ho letto qui in Italia che non si poteva parlare più il russo in Ucraina, quando io, che non conosco l’ucraino ma il russo, l’ ho parlato sempre senza problemi tra il 2014 e il 2019, perfino nell’ultranazionalista Lvov. Il suo studio è stato tolto dai programmi scolastici, questo senza dubbio.
    Per questo mi sento un po’ di giustificare la ridicola gestione politica della guerra da parte dell’ex attore. Non mi sento assolutamente di giustificare invece il solito criminale cinismo statunitense ( si sapeva d’altronde che, dopo la parentesi trumpiana, il ritorno dei politicamente corretti al governo a Washington, con le continue provocazioni al gangster russo, avrebbero gettato benzina sul fuoco) nè i moribondi della UE, che avrebbero dovuto spedire subito una delegazione a Kiev, invece di inviare armi agli ucraini o sanzioni ai russi. Ma cosa pretendiamo da una manica di speculatori finanziari e femministe?
    Inutile girarci attorno, stiamo giocando con il fuoco, come lei dettagliatamente evidenzia. Ormai l’unica speranza è una mediazione cinese, sempre che abbiano veramente l’intenzione di farla.

  6. Marco ha detto:

    Era da tempo che non leggevo niente di suo e ieri, leggendo questo post, anch’io ho trovato un cambio di tono importante e sinceramente sono colpito. Capisco le argomentazioni, ho visto il video suggerito e dal punto di vista concettuale sono d’accordo. Per fare un esempio, l’ormai scomparso Giulietto Chiesa, che seguivo anche, da molto tempo (per non dire da sempre) lanciava l’allarme sugli sbagli della politica occidentale. Tuttavia, sinceramente, arrivati a questo punto, davanti alla barbarie che vediamo tutti i giorni, ascoltando le testimonianze di persone presenti attualmente sul territorio, mi sembra che disquisire su come l’occidente sbaglia tutto quello che fa – anche se può essere vero – sia ormai una questione più accademica che utile a risolvere il problema. OK, cerchiamo di essere coscienti dei nostri errori, ma questo, dal mio punto di vista, non giustifica le azioni dei russi in Ucraina, come non ha mai giustificato le azioni degli occidentali in altri scenari di guerra da loro provocati in modo anche più diretto che in questo caso. Quando parlo delle azioni dei russi, mi riferisco all’uso di certo tipo di armi sui civili, mi riferisco alle minacce a Svezia e Finlandia e all’Europa in generale con conseguenze “mai viste”. Ripeto, lo so che anche noi non siamo dei santi, quello che non so è se Putin adesso è lucido o, come dicono alcuni, no. Spero veramente che il presidente russo sia totalmente in sé e che stia seguendo una strategia precisa, come misura estrema in risposta a un’ingerenza nostra su un territorio da lui giustamente considerato strategico. Spero che si fermi lí e che noi siamo capaci almeno di avere un profilo adeguato, magari non lasciandoci influenzare dai messaggi incendiari – anch’essi umanamente totalmente comprensibili – del presidente Zelenski che dice che Putin vuole arrivare fino alla Germania. Perché, se no, è finita.

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